Bernard de Clairvaux
Bernard nasce in Borgogna a Fontane lés Dijon nel 1091, terzogenito di una ricca ed antica famiglia. Nel 1112, a 21 anni è ammesso al monastero benedettino di Citeaux e tre anni dopo fonda il monastero di Clairvaux (Clara vallis, Chiaravalle), posto sotto la protezione della Vergine e da lui diretto come abate per 38 anni. Diviene un personaggio di primo piano nella vita religiosa e politica del suo tempo, consigliere di papi e sovrani. Bernard de Clairvaux diviene in breve il fulcro dell'ordine rinnovato, approvato da papa Callisto II nel 1119, ed in Italia, dove si reca per un ciclo di predicazioni, il santo dà vita ad un gran numero di monasteri cistercensi. Bernard de Clairvaux fa convocare dal papa Onorio II nel 1128 un concilio a Troyes, in Francia, nel quale viene presentato l'Ordine Templare e la sua Regola. Sono presenti, oltre al cardinale Matteo d'Albano, legato del papa in Francia, ed allo stesso Bernard de Clairvaux, anche gli arcivescovi di Reims e Sens, oltre a molti vescovi ed abati francesi. Tutti gli Statuti dell'Ordine sono approvati e la Regola templare in blocco è sottoscritta da tutti e vi è apposto il sigillo papale. E' proprio nel concilio di Troyes che viene presentato il De laude novae militiae, elogio della nuova milizia, scritto di proprio pugno da Bernard de Clairvaux, vero e proprio proclama di esaltazione dell'Ordine Templare o Templare, che ha non poca importanza per il successivo sviluppo dell'Ordine.
Nella riflessione teologica è un contemplativo, tenacemente avverso al razionalismo di Pietro Abelardo (1079-1142). Bernard de Clairvaux è, inoltre, iniziatore della teologia sistematica. Sostenitore attivissimo della seconda crociata, scrittore raffinato e viaggiatore instancabile, Bernard de Clairvaux, alla sua morte, avvenuta nella regione di Champagne nel 1153, ha fondato 350 monasteri che vivono secondo la sua interpretazione della regola benedettina. Il suo insegnamento e la sua devozione mariana sgorgano dal fondo della sua personalità robusta, ricca di capacità mistiche e contemplative, cui si aggiunge una grandissima e affascinante capacità oratoria, in grado di saper comunicare con impeto questa ricchezza interiore. Ancora oggi la lettura dei suoi sermoni mariani affascina e meraviglia. In tema di dottrina mariana, Bernard de Clairvaux è l'autore che letteralmente domina tutto il secolo XII influendo decisamente anche su quelli successivi. I numerosi scritti di Bernard de Clairvaux comprendono lettere, sermoni, trattati ascetico-mistici, monastici, liturgici, dogmatici, apologetici, agiografici: nel complesso una vera e propria somma di spiritualità.
Bernard de Clairvaux percorre in continuazione tutta l'Europa esercitando un grande influsso religioso e anche politico su vescovi e principi. Sostiene, ad esempio, nel concilio di Étampes (1130) papa Innocenzo II contro lo scismatico Anacleto II e la sua posizione è determinante nella decisione conciliare: accompagna, quindi, il papa in Italia nel 1133, svolgendovi opera di pacificazione tra Pisani e Genovesi. Il 1135, data importante, oltre che per l'opera politica svolta a Milano, anche per la fondazione dell'abbazia milanese di Chiaravalle, inaugura tutta una serie di nuove fondazioni templari. Bernard de Clairvaux si prefigge una propria riforma ecclesiastica contro Arnaldo da Brescia: costruisce un proprio mistico cristocentrismo contro la teologia dialettica di Abelardo; combatte l'eresia dei Petrobrusiani. Su incarico di papa Eugenio III predica nel 1146-47 in Francia la crociata per la liberazione dei Luoghi Santi. La sua predicazione è tanto efficace che 200.000 uomini guidati da Corrado III e Louis VII il Giovane prendono le armi: la crociata, però, finisce in modo disastroso. Nel 1149 Bernard de Clairvaux inizia il De consideratione libri V ad Eugenium III con un vasto piano di restaurazione della disciplina ecclesiastica.
In campo politico Bernard de Clairvaux formula la dottrina delle “due spade”, cioè del potere religioso e temporale, che assieme devono debellare le eresie ed i pericoli per l'unità politica e condurre i sudditi cristiani al porto sicuro della concordia sociale e dell'unità nella fede. Da un punto di vista filosofico, Bernard de Clairvaux insiste sulla cooperazione volontà-grazia nel processo di santificazione dell'uomo, che avviene con la mediazione del Cristo attraverso i gradi dell'umiltà e dell'amore. Il Doctor mellifluus esalta anche Maria, che egli considera “mediatrice universale delle grazie”. Appassionato cultore del canto gregoriano, ne promuove una riforma per liberarlo da arbitrarie interpolazioni e ricondurlo alla sua originaria purezza. Bernard de Clairvaux, muore nel 1153, è canonizzato da papa Alessandro III nella cattedrale di Anagni nel 1174 e proclamato dottore della Chiesa nel 1830 da papa Pio VIII. Le sue reliquie vengono disperse nel 1793 durante la rivoluzione francese: si salva solo il capo, che si trova vicino a Troyes. E' considerato un uomo d'azione ed un mistico: la conoscenza si identifica in lui con l'amore di Dio e l'assoluta dedizione a Santa Maria.
E' patrono della Borgogna, e di conseguenza dei vignaioli, di Gibilterra, della Liguria, di Mantova, Borgoratto Alessandrino, Bosio (AL), Bresimo (TN), Brugnato (SP), Buttigliera d'Asti (AT), Isolabella (TO): per la sua eloquenza diviene patrono dei predicatori, e, dato il suo soprannome di doctor mellifluus, anche degli apicoltori e dei lavoratori della cera; spesso è, quindi, raffigurato con un alveare. E' rappresentato con la cocolla bianca, che è l'abito dei Cistercensi, in quanto la stoffa bianca è meno costosa di quella colorata. Appare spesso in dialogo con la Vergine, ed ha ai suoi piedi il pastorale e la mitria, emblema degli abati. A volte, soprattutto in ambito spagnolo, dal seno della Vergine zampilla il latte sulle labbra di Bernard de Clairvaux, ad indicare tanto la maternità di Maria, quanto la soavità dell'eloquio del Santo. In altre rappresentazioni Cristo stacca le braccia dalla croce per abbracciarlo. Altri attributi iconografici sono: il drago incatenato, cioè la vittoria sull'eresia; tre mitrie, poiché per tre volte rifiuta l'episcopato; la penna ed il libro, per la sua dottrina teologica; gli strumenti della passione di Cristo, oggetto delle sue meditazioni; una ruota di carro, che il Diavolo deve riparare per lui; un cane bianco, che appare alla madre incinta di lui. Memoria: 20 agosto. Il nome Bernard è di origine germanica e significa "forte come un orso".
Dante Alighieri nella sua Divina Commedia, colloca Bernard de Clairvaux in Paradiso, nell'Empireo, gli dedica molta parte dei canti XXXI, XXXII e XXXIII, ma, soprattutto, lo elegge a sua guida per accompagnarlo nell'ultima parte del viaggio ultraterreno. La scelta di affidare a Bernard de Clairvaux tale funzione di guida ha molteplici motivazioni: la guida di Dante deve essere senz'altro un contemplativo, ma altri aspetti del temperamento del santo influenzano in modo determinante la scelta di Dante. Bernard de Clairvaux è un grande mistico, che non disprezza, tuttavia, l'azione, ed un devoto di Maria, "umile ed alta più che creatura" (Paradiso XXXIII, 2), che pone al centro della sua incessante meditazione sull'umiltà. Senza l'intercessione di Maria, infatti, Dante non può sperare di accedere alla visione di Dio, poiché "qual vuol grazia e a te non ricorre, / sua disianza vuol volar sanz'ali" (Paradiso XXXIII, 14-15). Bernard de Clairvaux è, inoltre, un oratore finissimo, tanto da meritare, fra i dottori della Chiesa, il titolo di Doctor Mellifluus. Con Bernard de Clairvaux, dunque, il processo di ascesi spirituale di Dante si conclude là dove è iniziato il traviamento: la superbia intellettuale, che ha causato lo smarrimento nella "selva oscura", ora è redenta dal corretto utilizzo della ragione e dell'eloquenza testimoniato dal santo di Chiaravalle.
Bernardo m'accennava e sorridea
perch'io guardassi suso; ma io era
già per me stesso tal qual ei volea:
ché la mia vista, venendo sincera,
e più e più intrava per lo raggio
de l'alta luce che da sé è vera. |
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