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Il 13 dicembre1831 nasce a Gron Valentino Tegner, figlio di Osvaldo e di Maria Antonia Argenta. Ultimo di sei figli in un paesino, Gron, di poche anime e dalle poche risorse, le campagne, unica fonte di sostentamento, sono in mano a pochi ricchi, quasi tutti lavorano a mezzadria.

Il 10 febbraio 1866 Valentino sposa Luigia Vedana. Luigia e' vedova di Giuseppe Bresola e Valentino va ad abitare con la famiglia Bresola, quello che noi oggi chiamiamo "andar cuc".

Il 25 dicembre 1866 hanno un figlio, Giuseppe. Passano gli anni, la vita a Gron e' sempre piu' magra, Giuseppe e' ormai un giovanotto e amoreggia con una giovane di Sospirolo, Regina Ugotti, i due si vogliono bene e parlano di sposarsi.

E' in quel periodo che ha inizio la grande migrazione per il Brasile.Sul territorio del Veneto arrivano procacciatori e intermediari che propagandano l'emigrazione e che guadagnano 30 centesimi per ogni emigrante che riescono a convincere a partire per l'America, con viaggio pagato, e con la promessa di ricevere grandi distese di terra fertile offerte dal Governo brasiliano.

Gli intermediari s'inoltrano anche nel Feltrino e nel Bellunese. Cosi' si sparge la voce del sogno dell'America e le parole Brasile, Impero del Brasile, Merica, Merica, Merica suonano come un incantesimo, e' la terra promessa.

La voce arriva anche a Sospirolo e anche a Gron. La voce arriva anche presso la famiglia Bresola e il capofamiglia, Mamante con il cognato Valentino Tegner decidono di partire. Lavorando in tanti una piccola pianura, con terre sfruttate al massimo, povere, lavorando sotto padrone da molti anni, crede che sia l'opportunita' di migliorare non solo la sua situazione, ma anche quella dei figli e discendenti.

Certamente avra' cercato gli amici, come i Casanova, i Cassol, i Dal Molin, i De Menech, i De Poi, i Menegolla, i Mioranza, i Righes, i Rostirolla, i Sabbedotti, i Salvarego, i Troian e diversi altri e tutti avranno discusso insieme per le strade di Sospirolo, avranno scambiato idee. Erano quasi tutti giovani. L'America era una bella soluzione per la loro vita, era la speranza, era il riscatto da una vita di miserie.

E Giuseppe? Il ragazzo e' innamorato di Regina che ricambia, la famiglia Ugotti fa resistenza, come accettare di lasciar partire per sempre la giovane figlia di 19 anni per un paese lontano e sconosciuto? Ma l'amore vince, il 3 dicembre 1891, otto giorni prima di partire, Giuseppe e Regina si presentano in Municipio dal Sindaco Domenico Balest e si sposano.

Partiranno per l'America. L'intermediario intanto intascava 1,20 lire, una lira e venti centesimi per aver convinto la famiglia di Valentino Tegner a partire. Erano quattro persone, 30 centesimi a testa. A quei tempi, secondo quanto ho sentito, con una lira si comperava una vacca. L'intermediario, con quanto aveva ricevuto con la partenza della famiglia Tegner poteva comperarsi una vacca con il vitello.

Forse Valentino non avra' mai saputo che era costato 30 centesimi. Fatti dell'emigrazione, ma comunque era stato venduto, l'emigrazione verso il Brasile era diventata un grosso affare per molta gente.

Non a caso, i giornali del nord Italia dell'epoca s'infuriavano contro il Governo italiano che lasciava partire tanta gente. Le testate o titoli dei giornali erano del tipo "L'Italia e' la madre snaturata che vende i propri figli perche' non puo' allevarli" o del tipo "L'Italia, la piu' grande esportatrice di carne umana bianca del mondo". Ma la poverta', la fame, la miseria parlavano piu' forte di qualsiasi giornale.

E Valentino e' partito quel 12 dicembre del 1891. Forse sara' andato dal prete di Sospirolo prima di partire. Tornato a Gron, saluta tutti. Con un fagotto sulle spalle e qualcos'altro, parte con la moglie Luigia il figlio Giuseppe e la nuora Regina. Assieme partono altri 12 gruppi familiari, sono una cinquantina di persone, piu' della meta' della popolazione di Gron parte in un colpo solo. Partono con dei carri fino alla stazione del treno. Certamente con le lacrime sugli occhi, girera' la testa e dira' addio Gron, addio Sospirolo, addio Oregne, addio Sedico, addio Bribano, addio Santa Giustina, rivedendo per l'ultima volta i paesi che gli erano tanto cari.

Arrivato a Vicenza, passa per il controllo del passaporto e l'iscrizione nella lista degli emigranti e riparte per Genova. In questa citta' prende la nave e fa la traversata del mare.

Valentino Tegner arriva al porto di Rio Grande e poi a quello di Porto Alegre, da dove riparte in barca fino Sao Sebastiao do Cai, piccolo porto fluviale. Gli altri 60 km fino a Caxias do Sul, li fa a piedi, attraverso la foresta, salendo le montagne. Da Caxias alle terre a lui destinate sono altri 50 km circa, sempre in mezzo alla foresta, fatti a piedi.

In gennaio 1892 arrivava finalmente ad un insediamento chiamato Linha Nova nei pressi dell'attuale Gramado e inizia il duro lavoro nella foresta.

Il resto e' storia conosciuta dai nostri parenti brasiliani, sta a loro raccontarla. Io ho avuto le prime notizie da una lettera ricevuta da Plinio Mioranza di Caxias e che riporta le parole di Antonio Tegner di Gramado.

Queste notizie non concordavano con quanto a me noto, chissa' chi sara' stato il citato Ricardo Tegner ? Le cose si chiarirono poi con l'arrivo di un e-mail di richiesta di documenti da parte di Jordano Tegner sempre di Gramado. Erano 11 anni che Jordano cercava di farsi mandare i certificati, questa volta li ha avuti, in pochi giorni.

Naturalmente Antonio e Jordano sono parenti, e molti sono i Tegner, discendenti di Valentino e tutti residenti per la maggiore nei dintorni di Gramado. Molti di loro non si conoscono reciprocamente e non sanno neppure di essere parenti. Spero che questo mio lavoro possa servire alla loro reciproca conoscenza e spero inoltre di avere da tutti loro le necessarie informazioni per poter completare l'albero genealogico della famiglia comprensivo di tutto il ramo brasiliano.

A questo scopo pubblico la lista dei Tegner brasiliani. Qualcuno e' diventato Tenher alla brasiliana ma credo che l'origine sia unica

Nel corso del mio tour nel Rio Grande do Sul nel novembre 2001 ho avuto il grande piacere di vivere qualche giorno a Gramado a contatto con i parenti. Ricordo la grande emnozione dell'incontro con Ivo e Adelina, Jordano con Isaura e la splendida Laura; Alceu con Neli e le loro figlie Katia e Bruna, Monica come va con il ninho ? Ormai sara' un giovanotto.

Ricordo la splendida mattinata a mangiare "perseghi" nella colonia di Ivo. Come ricordo la serata di "churrasco" nella cantina di Alceu. E come non ricordare l'incontro con Antonio con il suo contagioso sorriso.

E Alvida, ed Elmira, ricordo le vostre canzoncine in puro dialetto di Gron di un secolo fa. Canzoncine da noi ormai dimenticate. Perche' non mi inviate una registrazione?

Quanti momenti emozionanti ... e quanta la voglia di rivedervi e di conoscere anche tutti quelli che per il poco tempo a disposizione non ho potuto incontrare.

Bibliografia:
La valigia dell'emigrante - Edizioni La Valigia
Contadini Veneti in Brasile - Rio Grande do Sul - D.Perco


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