Nella prima metà dell'ottocento il naturalista Carlo Vittadini classificò un tartufo molto apprezzato nei secoli dalle nostre popolazioni e che ha il suo habitat naturale nel comprensorio dei Monti Picentini, associato prevalentemente a pianta di faggio o di pino nero, tale tartufo fu denominato: “Tuber mesentericum Vitt” o “Tartufo nero di Bagnoli”.
Negli ultimi anni questo Tartufo sta incontrando sempre più il favore del pubblico e la fascia degli estimatori, prima confinata solo alle provincie meridionali, recentemente si è estesa alle regioni del Nord Italia e all'estero (Germania, Gran Bretagna).La produzione di Tuber mesentericum, stimata qualche anno fa dal nostro comune, si aggira intorno ai 15.000Kg. A stagione.
Per la cronaca, un esemblare di circa gr.800, nel 1924 fu inviato al Re d'Italia Vittorio Emanuele III, dal Comune; il sovrano apprezzò molto il gesto. Negli anni '80 altri esemplari di notevole peso furono recapitati al nostro amato Presidente Pertini. Il mesentericum è presente sui Monti Picentini in terreni a Ph sub-acido o neotro sotto varie piante quali il faggio, il carpino, il nocciolo selvatico, ma anche sotto conifere da rimboschimento (pino nero).
La Raccolta dei Tuberi viene fatta in autunno-inverno fino a primavera. Il sapore è squisito, gradevole, morbidamente amaro, molto appetitoso; per assaporare il suo aroma andrebbe consumato crudo, a fettine sottilissime, sparse su mille pietanze, al sapore delle quali si amalgama, conferendo all'insieme un gusto nuovo ed inimitabile. Ottimo commestibile, ricercato da buon gustai e da tutti i poeti della gastronomia, oltre per la sua prelibatezza, va sempre più incontrando i favori di un pubblico vasto e composito anche per le sue quotazioni più accessibili.