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Implicazioni Filosofiche e Fisiche del concetto TempoIl Tempo è costituisce uno dei problemi costanti della riflessione filosofica e scientifica. Alle origini del pensiero greco il concetto di Tempo, inteso come "misura del perdurare delle cose mutevoli" e "ritmica successione del divenire", si presenta legato al mito di Crono, padre di tutte le cose, e parla di "cicli del tempo" come ruota del destino in cui tutti gli uomini rinascono. Si arriverà ad un nesso fra pensiero e tempo con Aristotele egli lo descriverà come "numero del movimento secondo il prima e il poi".La relazione del tempo col pensiero e anzi la sua totale interiorizzazione e riduzione a "estensione dell'anima", a successione di stati psichici tramite la memoria e l'anticipazione, è espressa da Agostino nelle Confessioni; si passa così da un tempo della ciclicità pagana a uno lineare di stampo cristiano, che parte dalla caduta di Adamo e procede verso la dimensione del riscatto e del ritorno a Dio. A questa concezione (che raggiungerà il suo culmine con Heidegger) a partire dal rinascimento, se ne affianca una di tipo scientifico fondata sulla meccanica galileiana. Quest'ultima concepisce il tempo come una serie idealmente reversibile di istanti omogenei; serie che consente la riduzione del movimento a leggi fisico-matematiche. I fisici, infatti, hanno introdotto il tempo nelle loro equazioni sulla base di alcune considerazioni pratiche. Una prima osservazione consiste nel fatto che possiamo costruire orologi, ovvero misurare il tempo. Così come possiamo misurare lo spazio tramite il confronto con un metro campione, altrettanto possiamo misurare il tempo utilizzando un orologio, misuriamo il tempo sulla base di un evento che si ripete con regolarità. Tutte le nostre esperienze, infatti, si collocano nello spazio e nel tempo, Kant arriva a postulare che lo spazio ed il tempo siano categorie della mente definite a priori e non derivate dall'esperienza. La nostra percezione dei fenomeni naturali sarebbe quindi soggetta allo spazio ed al tempo in quanto modalità di funzionamento del cervello. Il carattere assoluto di queste categorie ne deriva di conseguenza. L'idea stuzzicò Isaac Newton, che si chiese: se scomparissero tutti gli orologi, e poi tutta la materia, e non rimanesse nulla nello spazio vuoto, né la Terra, né il Sole né la più piccola particella, che ne sarebbe del tempo? La risposta fu:
La scoperta della invarianza della velocità della luce per trasformazioni da sistemi di riferimento diversi, ha portato, infatti, alla costruzione di una teoria in cui il tempo non è più assoluto. Ogni osservatore avrebbe un proprio tempo relativo indipendente. Secondo tale teoria due gemelli uno sulla terra ed uno su un'astronave invecchierebbero in maniera diversa, in particolare quello in viaggio vedrebbe scorrere il proprio tempo più lentamente. Gli orologi di un sistema di riferimento in moto rallentano. La simultaneità degli eventi assume un nuovo significato. Il concetto di tempo ebbe anche notevoli ripercussioni nel campo dell'arte, basti pensare all'"unicità degli istanti" predicata dagli impressionisti e alla scomposizione dello spazio nel tempo operata dai futuristi.
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