Il quadro della Madonna del Lume giunse a Melara nel Settecento, come dono di uno sconosciuto, uno straniero: il messicano padre Blas Arriaga.
In quel tempo Melara, terra di frontiera che non fu mai veneta, apparteneva alla Diocesi e al Ducato di Ferrara.
Circa il tratto finale di quell'enigma forte che è il santo cammino, lungo e sconosciuto, seguito dal quadro lungo le acque del Po fino a Melara, sul perché prorpio a Melara si sia misteriosamente fermato, il nostro Savino Chiavegatti ha raccolto un vecchio racconto da una anziana signora melarese.
"Una volta c'erano dei frati; la gente diceva che venivano dal Messico. Ed erano così poveri e così poveri che non avevano neanche il convento, neanche una chiesina, neanche un novizio.
Tutto quel che avevano era una barca in Po, perché gliel'avevano prestata, e un grande quadro della Madonna che loro chiamavano del Lume. Questo quadro era proprio loro, e poi non avevano altro, ma per il gran bene che volevano alla Madonna se lo tenevano come il dono più prezioso che avessero avuto al mondo. Era come se fossero i più ricchi della terra.
A dir la verità, nessuno aveva mai visto e non potrà mai dire di aver visto una Madonna dipinta così bene; si diceva che il pittore che l'aveva fatta, per farla così bella era andata a copiarla in Paradiso.
Una notte piena di freddo e piena di stelle, i frati erano là, poco lontano dal mare, attorno a un po' di fuoco, che ragionavano tra loro.
E uno dice:
Fratelli, la Madonna del Lume ci è stata vicina in tutte le nostre tribolazioni, non saprei cosa avremmo fatto senza di Lei: Lei ci ha illuminato a far del bene, ci ha allontanato dal fare il male, ci ha tenuto sempre sotto la sua santa protezione e come una mamma non ci ha mai abbandonato. Come si fa a non volerle bene? Anche stasera, come tutte le sere, qui davanti al Suo quadro, con la schiena piegata e i ginocchi per terra, Le abbiamo donato quel che avevamo: la nostra giornata di lacrime, le nostre carezze, le nostre croci.
Fratelli, la notte è la madre dei pensieri... Io adesso ho in mente questo nostro quadro della Madonna del Lume. Sono tanti gli anni che lo portiamo con noi! È grande... È gran bello... E quanta devozione ispira in tutti! Noi vorremmo farlo conoscere a tutto il mondo, ma non siamo più svelti come una volta, siamo diventati vecchi, fratelli, e siamo rimasti in pochi... Fino a quando saremo capaci di portarlo? ... E dopo?
Fratelli, per la gloria più grande del Signore e della Madonna, mi pare che sia venuta l'ora di lasciarlo... Mi parrebbe che fosse una gran bella cosa che, raccattando dalla nostra vecchiaia il vigore della giovinezza ormai perduta, ci prendessimo su e andassimo in cerca di un qualche luogo... una bella chiesa... grande anch'essa..., dove poterlo mettere e lasciarlo per sempre su un altare.
È una donazione che faremmo per metterlo al sicuro... Mi pare l'unica maniera...
La Madonna ci ha mostrato di avere una predilezione per questo Suo quadro: Ella l'ha salvato in centomila pericoli, salvando anche noi che lo portavamo. Ella lo salverebbe anche stavolta, e senza di noi, poveri frati, servitori inutili, ma noi portando Lei, Lei porterà noi.
Affidiamoci a Lei, e andiamo a spendere anche le ultime briciole della vita per amore di Nostro Signore, per amore di Lei e del nostro prossimo. A chi donarlo, la Madonna ci illuminerà.
Gli altri frati ascoltavano e non dicevano niente.
Alla fine, il più vecchio si è alzato in piedi e ha detto:
Fratello, mentre voi parlavate piangevate... Come noi... Ma quello che voi dite lo faremo.
Il mattino dopo, di buon'ora, prendono il quadro, afferrano i remi, vanno sul Po, salgono tutti sulla barca e partono.
Si sarebbero fermati dovunque avessero visto un campanile, di qua e di là dal Po.
Sarebbero andati in chiesa con la santa e benedetta Immagine, a predicare la loro Missione.
Al primo paese che incontrano, scendono a terra. La gente accorre a vedere e ad ascoltare quei frati forestieri, a inginocchiarsi ai piedi della Madonna e a pregare. Tutti provavano la consolazione della grazia del Signore, e pregavano così:
Madonna, salvateci! Fate che non ci vinca il diavolo con la sua astuzia e la sua forza! Custoditeci da ogni peccato, e non avremo paura né della morte né dell'inferno. Ma se il Signore ha trovato il male anche tra gli angeli e non li ha perdonati, cosa sarà di noi?
Madonna, non scioglieteci dalla vostra mano! Solo così arriveremo a Gesù.
E Voi, o buon Gesù, Maestro di Verità e Luce dei nostri cuori, mandate la vostra Luce e la Verità perché splendano sulla terra, perché noi siamo dei cocci vuoti e senza valore se Voi non ci illuminate!
La gente era buona e religiosa, e i frati pensavano a cosa dovevano fare, se avessero fatto bene a lasciare lì il quadro della Madonna, quando improvvisamente si propaga la voce che il quadro è sparito dalla chiesa.
Immaginate la disperazione dei frati e il dispiacere della gente.
Ma ecco che arriva uno di corsa, a dire che il quadro era sulla barca... Ed era vero!
Nessuno riusciva a capire cos'era successo. C'erano di quelli che dicevano che era stato un miracolo.
I frati, non sapendo cosa pensare, ripartono con la barca. Non credevano nel miracolo!
Ma si sarebbero dovuti ricredere, perché quello che era successo nel primo paese successe anche nel secondo, e poi nel terzo, e poi negli altri.
Il perché avvenisse il miracolo, tutti erano capaci di spiegarlo: la Madonna voleva che il Suo quadro fosse portato in un altro paese. Ma come il miracolo avvenisse e il momento in cui avveniva, non c'era nessuno che sapesse o potesse dirne qualcosa. Avveniva... come tutte le opere del Signore: chi è capace di capire e di spiegare le opere del Signore?
Un bel giorno i frati arrivano a Melara.
Tutto il paese gli era corso incontro già prima che venissero a terra: anche di là da Po, a Carbonara, a Carbonarola, a Borgofranco, fin quasi al Bonizzo le rive erano piene di gente che guardava e che pregava, e l'acqua portava fin qua da noi le loro Ave Maria.
Il bandierone rosso di San Materno, come una gran fiamma in cielo, era sorretto da tre uomini che avevano i piedi quasi nell'acqua.
Subito dietro c'era l'Arciprete con i paramenti più belli, i Cappellani, i Chierichetti, i Luigini, i Cappanti e le Confraternite con i loro stendardi, tutto il Consiglio, tutto il popolo, fin in cima all'argine.
Dopo la santa accoglienza sul Po, dopo l'angelica festa lungo le strade, il quadro della Madonna in devoto trionfo è arrivato in chiesa.
Ma a questo punto tutta Melara sapeva bene che miracolo non si sarebbe più potuto dire quello della prodigiosa traslazione della santa Immagine dalla chiesa alla barca dei frati: miracolo sarebbe stato ormai se il quadro non si fosse mosso dalla chiesa.
Invece è successo proprio questo!
Man mano che passano le ore, tutti hanno finito per convincersi che il miracolo era già avvenuto: la Madonna del Lume restava a Melara!
E allora è stata una contentezza grande, una gran festa.
Anche i frati erano molto contenti, perché avevano trovato il luogo che desideravano, e ancora di più perché la Madonna aveva loro mostrato che era proprio qui che Ella voleva fosse lasciato il Suo quadro.
E così sono partiti contenti.
Ma non si è più saputo niente di loro.
Non si può dire che quei poveri frati non fossero contenti, ma la gente diceva che in quel cestello essi avevano lasciato il loro cuore.
Questo è quel che raccontavano i nostri vecchi.
Da allora la Madonna del Lume ha fatto tante grazie. E ne fa ancora. Bisogna domandargliele!"
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