Il matto

Cammino tutto il giorno. Non vado mai da nessuna parte. Sempre sulla stessa strada. Ogni giorno. Non guardo la gente che mi guarda. Se la guardo smette di guardarmi. Come si fa coi matti. Loro credono che sia matto. Perché sono sporco. Perché sono brutto. Perché sono solo. La gente si fa subito un'idea di quello che sei solo con uno sguardo. Un'occhiata di sfuggita e credono di sapere chi sei. La tua storia. Tutto. Hanno capito. Giudicato. Condannato. Non sanno niente. Non capiscono niente. Più che odiarli mi fanno pena. Così pieni del loro niente. Mi guardano e si sentono meglio. Perché non sono come me. Perché si credono meglio di me. Il matto. Io sono quello che sono. Ho deciso di essere quello che sono. Potrei essere diverso. Come loro. Loro no. Loro non hanno scelto. Non scelgono mai. Si credono liberi. Sono solo pupazzi. Mi siedo per terra ad un angolo della strada. Li guardo passare. Questo che arriva col cane. Anch'io vevo un cane. Era nero. Era un bel cane nero. Non mi ricordo perché non ce l'ho più. Eppure era un bel cane nero. I cani non giudicano. Guardano tutti allo stesso modo. Le persone e i matti. Mi leccava le mani il mio cane. Come si chiamava il mio cane? Anche questo cane mi guarda. Come guarda il suo padrone. Nessuna differenza. Ciao cane. Come ti tratta quel pupazzo? Lo sa come trattarti? Capisce quello che ti serve? Non sa niente. Non capisce niente. Ciao cane. Vieni qua.

Sì. Vai via cane. Che razza di nome schifoso che ti hanno dato. Non sia mai che ci scambiamo le pulci. Stai col tuo padrone. Che prendi il cancro. E tu che cosa guardi. Non toccare la mia roba che prendi le pulci anche tu. Anzi guardami ancora un po'. Così ti sentirai meglio. Così. Per due secondi. Non ti sentirai più come ti senti sempre. Guardatemi tutti. Così vi sembrerà a tutti di stare meglio. Io vi servo per farvi sentire meglio. Tutti quanti. È a questo che servo. A farvi stare meglio. Così la vostra vita schifosa avrà uno scopo. Non essere come me.

Sì. Sì. Circolare. Adesso mi alzo.

Mi muovo. Mi muovo. Come se non lo sapesse che faccio cento metri e mi risiedo. Sono trent'anni che sto in questa strada. E tutte le volte rifà la stessa scena. Recita la sua parte anche lui. Poveraccio. Si aspetta che io faccia la mia. Camminare tutto il giorno. Non andare mai da nessuna parte. Sempre sulla stessa strada. Ogni giorno.