La caccia

Quando il padre lo svegliò, quella mattina, Jack si era addormentato da poco.

L'emozione della prima vera caccia gli aveva tolto il sonno la sera prima e ora, all'alba, era già ora di alzarsi.

Gli altri erano tutti in piedi da un po' e quasi già pronti a partire. Il capanno sulle montagne dell'Oregon dove avevano passato la notte non era granché, ma era una delle poche cose che il padre di Jack aveva ereditato dal nonno e che considerava come una specie di tempio o di reliquia; così ogni estate ci andava con suo fratello ed i nipoti per la caccia all'alce.

Questa volta c'era anche Jack. Era passato da poco il suo dodicesimo compleanno e, come suo padre e suo nonno prima di lui, avrebbe dovuto affrontare ciò che era considerato dalla famiglia una vera e propria iniziazione.

Jack non capiva bene cosa lo aspettava, si ricordava giusto di qualche mitico racconto invernale molto vago e che finiva inevitabilmente con suo padre e suo nonno che litigavano su qualche dettaglio insignificante, ma niente di più.

Niente che lo avesse mai veramente interessato.

Eppure in qualche modo l'idea lo incuriosiva, così quando, qualche giorno fa, gli era stato solennemente annunciato dal padre che il gran momento era venuto, in lui si erano svegliate strane sensazioni miste di emozione eccitata e di voglia di scappare su un atro pianeta.

Ora, intontito dal sonno, gli sembrava di essere ancora immerso in un sogno, mentre si vestiva con la strana tenuta da caccia che il padre lo costringeva a mettersi già da qualche anno, da quando si era aggregato alla famiglia durante le cacce degli anni precedenti in cui si limitava a fare da muto accompagnatore ed in cui il suo unico compito era quello di essere l'obiettivo degli scherzi dei cugini più grandi di lui e di respirare l'aria della caccia come diceva suo padre.

Quest'anno, però, il suo equipaggiamento era quello del vero cacciatore, fucile e cartuccera compresi.

Quando il padre, con una certa soddisfazione estatica, porse a Jack il fucile, egli si sentì come investito di un'enorme responsabilità; nei confronti del padre, della famiglia e dell'umanità intera. Immaginò che così si dovevano sentire i cavalieri della Tavola Rotonda quando partivano con Re Artù per una nuova avventura alla ricerca del Sacro Graal.

Uscirono dal capanno e si ritrovarono nella radura ai margini del bosco. Jack lo aveva visto altre volte, ma oggi gli faceva un'impressione diversa, se ne sentiva allo stesso tempo attratto e respinto; allo stesso tempo sentiva di farne parte e di esserne completamente estraneo.

Le raccomandazioni che suo padre gli aveva fatto per una settimana intera su come comportarsi col fucile, le aveva imparate a memoria, quasi avesse paura, dimenticandosi qualcosa, di fare un danno irreparabile. Era comunque sicuro che non avrebbe dovuto usare il fucile.

Dopo aver camminato in silenzio per qualche tempo, da una cresta qualcuno avvistò su di un pendìo poco più sotto un branco di alci. Tutti si fermarono di colpò. Jack sentì la mano di suo padre stringere la sua spalla piano, ma fermamente. Smise perfino di respirare.

Jack guardò il branco, ne vedeva cinque; stavano nei pressi di un ruscello, due avevano grandi corna e si stavano abbeverando, altri due, più piccoli, stavano lì attorno quasi senza muoversi, l'ultimo, il più piccolo, si muoveva avanti e indietro a scatti tra il ruscello e i due gruppi.

Jack rimase come in trance ancora per qualche momento, poi, senza togliere lo sguardo dal branco, scelse.

La determinazione di Jack aveva impressionato tutti; i suoi cugini più grandi la smisero improvvisamente con le loro risatine e si guardarono perplessi.

Ognuno degli altri scelse la sua preda. Tutti armarono i fucili e con calma presero la mira. Jack cercò di ricordare tutte le prove che aveva fatto con suo padre alla fattoria nei mesi precedenti; la sua mano era ferma, si concentrò, rallentò il respiro, fissò il suo obiettivo nel mirino e aspettò.

Risuonarono cinque spari a breve distanza l'uno dall'altro. Quasi immediatamente, una dopo l'altra tutte le alci stramazzarono al suolo.

Tutte tranne quella più piccola, che come impazzita schizzò prima su qualche roccia nel ruscello e poi sparì nella vegetazione.

Tutti esultarono, si alzarono urla e fischi. Poi il padre di Jack gli si avvicinò e gli mise un braccio attorno alle spalle.

Jack, guardando per terra, scosse le spalle e non disse niente. Poi tutti scesero nella radura a recuperare le loro prede. Solo Jack rimase dov'era e, quando suo padre fu abbastanza lontano, sorrise.