Segnalazione a Striscia la notizia

Ho fatto questa (lunga) segnalazione a Striscia la notizia.
Se qualcuno la sottoscrivesse - o AP lo volesse fare come associazione - oppure ci fosse chi desidera di farne di simili, mi sembrerebbe una buona cosa. In tal caso basterà collegarsi col sito di Striscia la notizia e poi inserire dati e segnalazione.

Marco Badiani
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Il divieto di fumare all'interno degli edifici scolastici, in vigore da decenni, è ovunque disatteso. Lo posso affermare con certezza, sia perché, essendo un insegnante, ho assistito di persona e pių volte a violazioni della legge, sia perché ho ormai raccolto un cosė ampio numero di testimonianze - da parte di colleghi che prestano servizio in altre strutture, studenti, genitori di studenti eccetera -da arrivare ad escludere con certezza che ciò che sto denunciando possa essere un fenomeno isolato o il risultato di una sfortunata esperienza.

Vi invito pertanto a fare un sopralluogo in tre o quattro scuole, scegliendole a caso tra le tante esistenti (meglio se di ordine diverso, per esempio una scuola elementare, un liceo, una facoltà universitaria) con lo scopo di portare davanti agli occhi di tutti gli italiani un comportamento incivile troppo spesso ignorato. State tranquilli: qualcuno con la sigaretta accesa lo troverete sempre! E se avrete un briciolo di fortuna potrà anche capitarvi di imbattervi nel docente che fuma in classe davanti agli allievi o in chi si sta facendo un sano spinello! Non sarà inoltre improbabile che vi accorgiate che le segnaletiche di divieto non sono presenti, o che, se ci sono, non riportano il nome del responsabile che deve vigilare sul rispetto della legge, che magari non è stato neanche nominato. Se invece le segnaletiche sono in regola e l'addetto alla vigilanza è individuabile, provate a rintracciarlo, e chiedetegli perché permette che si fumi... Sono sicuro che la visita vi darà tante soddisfazioni, pių di quante ne immaginiate!

Oltre al sopralluogo nelle scuole sarebbe poi estremamente interessante farne uno anche in un comando dei Nuclei Antisofisticazioni dei Carabinieri, i NAS, e chiedere al comandante perché non manda i suoi uomini, ogni due o tre secoli, a dare un'occhiata in una scuola. Già, perché, sempre per esperienza diretta ed in base alle solite testimonianze, non sono a conoscenza di essere umano che abbia assistito, una volta soltanto, ad un intervento dei NAS in una struttura scolastica, cosa che mi porta a dubitare che ne sia mai stato fatto alcuno. Ma come si può pretendere che la legge venga rispettata se mancano i controlli? Forse ci si deve affidare alla buona educazione delle persone? Mah, può anche darsi, ma se questa fosse sufficiente non si renderebbe necessaria alcuna legge, no? E che deterrente saranno mai le salatissime multe previste per chi trasgredisce un divieto di fumo (ancor pių salate per chi svolge funzioni di vigilanza) se restano sanzioni puramente "teoriche"? Provate a chiedere a chi sta fumando in una scuola se ritiene di correre un rischio concreto di essere multato... ma no, forse non sarà neanche necessario formulare la domanda: la serenità con cui si sta godendo la sigaretta sarà pių illuminante di qualsiasi risposta!

Riporto questo breve articolo che ho trovato facendo una ricerca su Internet:

28 ottobre 2002
Fumo: NAS, 96 infrazioni in tre giorni


Sigarette accese in ospedale, uffici postali o aeroporti, "in barba" al divieto imposto per legge in questi locali. Sono state 96 le infrazioni accertate dai Nas che, in tre giorni, hanno effettuato 493 ispezioni (73 al Nord, 204 al Centro e 216 nel Sud Italia). Lo rende noto un comunicato del ministero della Salute, ricordando che ''la maggior parte delle ispezioni ha riguardato gli ospedali (177) o altre strutture sanitarie (64), ma anche uffici postali (108), sale di attesa di aeroporti e porti (35), sale corse (31), biblioteche (22), musei (20), cinema e teatri (19), metropolitane (14), sale da ballo (3). Il blitz, ''a tutela dei non fumatori'' e nel rispetto del divieto di fumare in determinati locali secondo la legge 584 del 1975, è stato effettuato dal 18 al 20 ottobre.
(Fonte: Adnkronos)

Avete letto per caso di un'ispezione in una scuola? L'avranno fatta ma hanno dimenticato di scriverlo?
Comunque, ritornando ai nostri NAS, aspettatevi di sentirvi rispondere che il reparto ha a disposizione pochi uomini e che questa è la causa della scarsa frequenza (o assenza totale?) dei controlli. Di certo in questo almeno una parte di verità c'è, quello che sfugge è come mai, dato che i NAS sono quattro gatti e hanno di meglio da fare che occuparsi di un fenomeno che provoca solamente il cancro e qualche altro piccolo disturbo, qualcun altro non si occupi di organizzare un blitz in una scuola. Infatti si pensa sempre ai NAS come se fossero gli unici in grado di fare un sopralluogo, in realtà essi sono soltanto il reparto pių specializzato per occuparsi della cosa, ma assolutamente niente impedisce che vigili urbani, polizia o altri reparti degli stessi carabinieri svolgano lo stesso lavoro. E non mi si dica che tra tutte le forze dell'ordine non c'è neanche un pugno di uomini da far entrare, una volta ogni tanto, in una scuola! Basterebbe che il vigile incaricato di fare le multe in una via, finito questo lavoro, entrasse un paio di minuti nella scuola di fronte...
Come si suol dire: volere è potere!

Mi auguro vivamente che abbiate avuto la pazienza di leggere queste righe e che vogliate, per rispetto dei diritti e della salute di chi non fuma (e della legge), prendere in considerazione la mia richiesta.
Ho portato a conoscenza di questa lettera amici ed associazioni, pertanto non escludo che possano giungervi analoghe richieste o sottoscrizioni della presente.
Restando a vostra disposizione per ulteriori chiarimenti, resto in attesa della vostra risposta.
Distinti saluti.

Marco Badiani
(PISA)


Non si fuma: vigilate

Volevo segnalare agli addetti di stazione del metrò di Ponte Mammolo di controllare le decine di persone che giornalmente fumano in banchina non rispettando i divieti nè tantomeno chi, come me, è costretto a subire il fumo passivo di codeste persone. Invece di stare sempre rintanati nei gabbiotti a chiacchierare fate pių controlli per favore.


Dal sito del Codacons: Cronaca Nazionale 09/10/2003

FUMO: CLAMOROSA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI ROMA
ORDINATA LA CTU PER FISSARE I PUNTI DI INVALIDITA? DI UNA DONNA AMMALATASI DI CANCRO PER IL FUMO DEI SUOI COLLEGHI
LA DONNA, ASSISTITA DAL CODACONS, HA CHIESTO UN MEGA- RISARCIMENTO ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

www.codacons.it - sportello Fumo

Nuova vittoria in campo giudiziario per i non fumatori. Il Tribunale di Roma, infatti, (Dott. ssa Giuseppina Vetritto), ha ordinato oggi la CTU (Consulenza Tecnica d?Ufficio) per fissare i punti di invalidità permanente di una donna ammalatasi di cancro a causa del fumo passivo dei colleghi con cui era costretta a lavorare. Questa la vicenda: M. S., non fumatrice, dipendente romana della Pubblica Amministrazione, è stata costretta a lavorare per 7 lunghi anni a stretto contatto con colleghi fumatori. Convivenza con colleghi e fumo che ha provocato nella signora l'insorgenza di un tumore ai polmoni, male che l'ha costretta a subire operazioni chirurgiche e sottoporsi a cure mediche pesantissime. Subendo disagi e danni enormi. La signora si è allora rivolta al Codacons e ha intentato causa contro la P. A. affinché le venga riconosciuto un equo risarcimento dei danni subiti. La donna, assistita dall'Avv. Carlo Rienzi, è riuscita prima a farsi riconoscere una causa di servizio da parte dell'amministrazione per cui lavorava, e ora ha ottenuto la nomina di una CTU che, come stabilito dal Tribunale, dovrà "accertare la misura percentuale dell'invalidità permanente derivata a M. S. dalle patologie documentate in atti". Il Tribunale ha quindi riconosciuto per la prima volta il danno da fumo passivo di una lavoratrice ammalatasi a causa del fumo dei colleghi e ha disposto una perizia per stabilire la cifra da assegnare come risarcimento.


Scaricabarile alla stazione degli autobus

All'interno della sala di attesa della stazione degli autobus della mia città ho chiesto ad alcuni ragazzotti che fumavano di spegnere la sigaretta o di uscire, ma questi si sono rifiutati. Ho fatto quindi presente che c'era un divieto, ma dato che questo fatto non sembrava potesse creare alcun turbamento nelle povere menti di questi coglioni (anzi, continuare a fumare impunemente li divertiva da morire), ho chiesto ai funzionari presenti in biglietteria di intervenire. Questi però hanno osservato che non era compito loro far rispettare i divieti ed hanno scaricato la responsabilità sui dirigenti, i quali, a loro volta interpellati, hanno dato la stessa risposta.


Una lettera di denuncia / 7

Carissi nonfumatori,
è da poco che mi sono iscritto a questo gruppo e trovo la vostra iniziativa molto utile, volevo provocarvi su un argomento abbastanza importante, io purtroppo è una vita che subisco fumo passivo e tutto ciò anche se mi sono sempre dato da fare per non doverlo subire, ma ogni volta questo mio darmi da fare mi è costato molto direttamente e indirettamente, tanto per annoiarvo con un po di storia ricordo quando frequentavo l'università (e già dopo la legge del '75) e dovevo mettermi accanto alla finestra aperta per evitare il fumo passivo dei colleghi e dei professori, ero lontano dalla lavagna e quindi non seguivo come avrei voluto, a volte anche durante gli esami alcuni professori fumavano addirittura il sigaro, non parliamo del lavoro dove mi sono fatto la fama del rompiscatole e dove i dirigenti (ovviamente tutti fumatori) mi evitano scrupolosamente (ma la cosa è reciproca), insomma questa mia allergia al fumo mi è costata anche in termini di carriera e quindi di benessere economico e di soddisfazione professionale ed indirettamente quindi di benessere psicofisico.
Purtroppo è vero quello che dice un messaggio precedente: chi dovrebbe fare rispettare la legge sul fumo è lui stesso un fumatore ... e allora "qui ed ora" per noi nonfumatori non c'è molta speranza? (ma questo purtroppo vale anche in altri settori e lo viviamo quotidianamente).

Quello che il mio intervento voleva provocare è cercare di definire un decalogo del come risolvere il problema "qui ed ora" (va bene le leggi e le altre iniziative, ma non prendiamoci in giro, la legge del '75 è ancora disattesa in molte circostanze pensiamo pure a cosa fare per migliorare le cose subito), ovvero quali strategie comunicative e comportamentali adottare per sopravvivere all'ambiente pių o meno ostile nel settore fumo passivo, in questa specie di brain storming butto lė quelle cose che io cerco di adottare nella vita di tutti i giorni:

1 - Evito tutte le situazioni in cui i locali possono presentare il problema del fumo, nei viaggi in treno prenoto sempre il posto a sedere non fumatori e se non trovo il posto prenotato sia ad adare che a tornare semplicemente non parto, per i ristoranti preferisco quelli che hanno la sala non fumatori, se ricevo inviti a cena preventivamente faccio presente che il giorno dopo avrò degli impegni la mattina presto e conseguentemente se dopo cena si accendono molte sigarette mi dileguo rapidamente con la scusa preannunciata che mi dovrò svegliare presto.

2 - quando mi capita di dover permanere a lungo in una zona in cui non si rispetta il divieto di fumo, lo faccio gentilmante presente a tutti i fumatori, ma sto molto attento a non instaurare un rapporto conflittuale, se invece nella zona in cui non si rispetta il divieto devo solo transitare o stare pochi minuti cerco di lasciare il posto il più rapidamente possibile.

3 - sottolineo che la conflittualità fumatore-nonfumatore è assolutamente da evitare, oggi addirittura i fumatori si sentono vittime dei non fumatori ed alcuni sono maestri nel tendere vere e proprie trappole ed a trovare puntigli per ribaltare la parte della ragione e cosė fumare beatamente (chi tempo fa ha visto l'intervento di Pannella in una trasmissione televisiva in cui sosteneva che lui doveva fumare "per motivi di salute" mi può capire), quindi se proprio non se ne può fare a meno occorre essere fermi ma molto educati e formali, tutte le volte che sono caduto nella trappola di adirarmi il fumatore l'ha avuta vinta ed in pių io mi sono incazzato come una iena.

4 - per aiutare nella realizzazione del punto precedente occorre pensare che i fumatori sono malati di dipendenza e tutto quello che fanno non lo fanno per maleducazione (ovviamente questo non corrisponde sempre alla realtà , anzi quasi mai ... assolutamente no, ma è solo un modello comportamentale per evitare la conflittualità, che nello specifico peggiora solo le cose) per la questione del divieto di fumo sui treni io invece mi sarei accontentato di fare rispettare l'attuale regola che prevede il divieto in tutte le carrozze eccetto le due di estremità, già adesso difficilmente si riesce a vedere attuata realmente questa norma, infatti i fumatori particolarmente accaniti appuzzolentiscono o le tolette o gli spazi tra una carrozza e l'altra. Ora come ora non possiamo accomunare i viaggi in treno con quelli in aereo e temo che tutta l'operazione delle ferrovie di vietare il fumo in tutto il treno sia proprio un passo indietro e ti spiego perchè:

- i viaggi in treno sono molto lunghi rispetto a quelli in aereo e alcune persone hanno anche una maggiore frequenza di utilizzo, ora metti che un fumatore accanito sia anche un pendolare tu credi davvero che dopo le prime due ore di astinenza costui non si andrà a fumare la sigaretta da qualche parte? E dove pensi che andrà?

- Garantito "al limone" che ci sarà pure qualcuno che fumerà tranquillamente lė nel posto dove è (magari perchè non c'è nessuno oppure nessuno dei pochi protesta, ma poi quando il vagone si riempie la carrozza è già tutta affumicata), la multa di 7 euro è ridicola, è addirittura inferiore al costo di due pacchetti di sigarette.

- Aumentare la sanzione è pure inutile, anzi controproducente, quale controllore si azzarderebbe ad elevare una sanzione esemplare quale può essere ad esempio 500 euro? Ti ricordi il film in cui Sordi impersonava un vigile ligio alle regole? Ricordi come andava a finire?

Io personalmente non ho mai visto fare la multa a nessuno, quando tutto va bene chi è addetto al controllo tuttalpių si limita a far smettere subito di fumare, quando va meno bene il fumatore termina tranqulillamente la sigaretta e se invece va proprio male ... è pure il controllore che a sua volta fuma dando il cattivo esempio. Una volta durante una vacanza estiva su un'isola greca poco turisticizzata mi è capitato di chiedere al conducente di un autobus pubblico di smettere di fumare (lui era l'unico in tutto l'autobus a fumare), vuoi sapere che mi ha risposto? mi ha mostrato il divieto di fumo esposto sul parabrezza dicendomi con fare beffardo: "This is for you, it's not for me"! ed ha continuato beatamente a fumare ... ... ma in Italia questo ancora non mi è capitato ;-)

Credo che bisogna dare la possibilità a quei fumatori particolarmente accaniti, TAMARRI e BUZURRI (che purtroppo sono una buona percentuale) di poter fumare lė dove non danno fastidio a nessuno, dove sono solo tra loro, cosė non hanno scuse per rompere il C@@@@O nei posti dove c'è gente che è allergica al fumo.

Mi spiace ma visto come sono sono osservate le regole sui treni io assolutamente "non canto vittoria" per queste nuove regole annunciate, aspetto per vedere come verranno fatte rispettare.

Saluti
Lucio

P.S:
A parte casi specifici in Italia non credo che siamo messi cosė male rispetto al resto dell'Europa, a parte l'esempio precedente avvenuto in Grecia tempo fa mi è capitato di prendere un rapido di provenienza tedesca per la tratta Roma-Firenze ed il posto che io avevo prenotato, ovviamente non fumatori, era giusto al confine con la zona fumatori ed i due scomparti erano separati da un vetro, ma il passaggio centrale era molto ampio e non aveva sessuna porta, praticamente la puzza di fumo si sentiva tale e quale come se si fosse nell'altra zona, subito ho fatto presente la cosa al capotreno che ha ammesso il problema e mi ha fatto spostare in un altro vagone dove c'erano i classici scompartimenti a 6 posti separati e con porta di separazione chiudibile, mi ha detto che purtroppo le carrozze di provenienza tedesca erano fatte cosė (forse i tedeschi usano queste carrozze solo per noi italiani? Non lo so, io non sono mai stato in Germania).
Qui in Italia, quando non sono rotte, almeno abbiano delle porte di separazione tra uno scompartimento e l'altro.