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Cosa
può fare ognuno di noi?
Chiedere
di non fumare
campagna
anti fumo-passivo: scarica, stampa e affiggi
Lettera
al ristorante/locale
Lettera
al datore di lavoro
Chiamare
i Carabinieri o la Lilt
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Cosa può fare ognuno di noi?
Gatti ("L'Espresso") ha
dimostrato che certi fumatori fumano pure vicino ai malati o nei pressi
delle sale di terapia intensiva neonatale: bisogna smettere con
scrupoli inproduttivi o attendere che domani un affumicatore divenga
gentile o che un capoufficio attento ai dipendenti: insieme a
CittadinanzAttiva ... Spazientiamoci
Fotografa o filma affumicatori e cicche, con
telecamere o cellulari, e manda a CittadinanzAttiva
Tutte le persone consapevoli che
respirare aria pulita (e non fumo di sigarette) è indispensabile ed è un
diritto, (in alcuni luoghi è sancito direttamente dalla legge e negli
altri indirettamente: vedi sentenza 399
della C.Costituzionale , vedi legge 584/75, vedi specialmente il DL.626/94
per la tutela della salute dei lavoratori ) devono solo esigere che sia
rispettato!!
Per noi stessi, per chi non può farlo da solo (i
bambini!), per un senso generale di civiltà.
In questa pagina non elenchiamo le azioni legali che si possono
intraprendere, (vedine qualche riferimento nella sezione "cosa dice la
legge"), ma azioni quotidiane più piccole e facili da
attuare.
(Iscriviti alla nostra mailing list http://it.groups.yahoo.com/group/non-fumatori
e racconta impressioni ed esperienze).
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Chiedere alle persone di non fumare perchè ci da fastidio/spiegare.
La semplice richiesta può bastare a risolvere il problema.
Non è difficile, per esempio al lavoro, imporre che non si fumi nella
nostra stanza: bisogna però dirlo e "voce alta" e con
"fermezza". Molti fumatori fumano nei luoghi chiusi
perché convinti che in fondo non danno fastidio a nessuno, o che il fumo
non ristagna
nell' ambiente. Quando tutte le persone che non fumano protesteranno
per l'affumicamento imposto, diventerà normale "andare a fumare
fuori" E' facile portare argomenti a favore di
questa pretesa: la sentenza 399 della Corte Costituzionale dice che il
diritto alla salute viene prima della libertà di
fumare. Il fumo non fa "solo" rischiare il cancro in un qualche
futuro,-come se questo non bastasse..-
ma provoca malattia immediata. Facciamo leggere (con
e-mail, con fogli stampati) le parole della sentenza 399 e i danni del
fumo passivo.
Possiamo dire per esempio ( sempre con un sorriso
simpatico e rassicurante: è importantissimo!):
---Ti ringrazio
per non fumare qui! ( o: di fumare altrove!)
---in questa stanza non
si fuma perché il fumo mi da fastidio. Leggi qui (la sentenza 399, i
danni del fumo passivo).
---scusa, potresti andare a fumare da
un'altra parte, perché il tuo fumo ristagna nell'aria? E aprire con
stizza la finestra!.
---(al bar:) può fumare un po' più in là? e dopo
il sorriso lanciare una occhiataccia schifata che faccia sentire in
colpa l'affumicatore. O farsi cogliere da un attacco interminabile di
tosse.
---vi chiedo di essere così gentili da fumare da un'altra
parte, perché se fumate qui, l'aria diventa tossica. Cosa vi
costa?
---Non lo sa che in ospedale/nella metropolitana è vietato
fumare? Dovrebbe spegnere la sigaretta. non gliene frega niente della
legge?
---(e se ci chiedono:"e io come faccio?" rispondiamo:) non lo
so, trova tu una soluzione, ma non hai diritto di affumicare me!
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Piccola campagna anti fumo-passivo: scarica, stampa e affiggi.
se nei luoghi che frequentiamo abitualmente, (per esempio al
lavoro, negli spazi comuni), la semplice richiesta illustrata prima non
basta, possiamo fare un'azione continuata di informazione e
sensibilizzazione, con gentilezza, pazienza e costanza: FUNZIONA!
La cosa piu corretta sarebbe rivolgersi al datore di lavoro per esigere il rispetto
della legge 626 per la tutela della salute dei lavoratori anche espressamente
dal fumo passivo ( vedi sezione "cosa dice la legge" ). ma possiamo anche
fare cosi': affiggere ogni giorno un cartello (alle macchinette del caffè,
per esempio) a scelta fra i seguenti, o altri che ognuno si procurerà,
riferendoci sempre e solo al fumo passivo, mai quello attivo. Purtroppo
o per fortuna, la tecnica del "messaggio ripetuto" funziona. La
rimozione dei cartelli da parte di chi non li gradisce o non li capisce,
ci darà l'occasione di appenderne ogni giorno uno diverso, ricavandolo
dalle fonti più svariate. (citare sempre le fonti). Se i cartelli li
stampiamo su carta adesiva, chi cercherà di staccarli avrà molte
difficoltà e rimarranno... divertenti tracce, che metteranno allo
scoperto il problema. Si può comprare la carta adesiva nei negozi di
generi per computer. Si possono usare fogli di carta colorata, che
catturano l'attenzione e sono piacevoli. Suggeriamo colori
pastello.
-
Lettera al datore di lavoro (solo per "luoghi di lavoro privati e non aperti al pubblico") .
E' difficile e antipatico trovarsi
in contrasto con il datore di lavoro. Ma una lettera che evidenzia un
problema e sollecita soluzioni, non deve essere necessariamente ostile e
anzi può essere gradita. Riportiamo l'esempio di due lettere che hanno
funzionato! Copia o prendi spunto da:
Esempio
di Lettera.
Esempio
di Lettera meno forte.
Possiamo esporre il problema anche
verbalmente al datore di lavoro, al direttore del personale e al
responsabile della sicurezza per il DL.626. Possiamo coinvolgere i sindacalisti
spiegandogli che oramai quella per la tutela dal fumo passivo θ una battaglia
di sicura vittoria, che porta solo meriti e successo a chi la intraprende.
-
Chiamare i Carabinieri (per i luoghi dove la legge vieta
il fumo esplicitamente) o la LILT.
Gia' le direttive del Ministero dell Salute
inserite nella Legge Finanziaria del 2002, invitavano i cittadini a
chiamare i Carabinieri (al 112) per fare finalmente rispettare i divieti
esistenti. Dove il problema persiste, facciamolo. La chiamata rimane
anonima senza nessun impegno per il cittadino:i controlli sono effettivi e le multe
arrivano davvero. Controlla sul sito quali sono i luoghi nei quali la
legge pone il divieto
Si può fare una segnalazione anche al numero
verde 800-998877 della Lega italiana contro i tumori (LILT) il lunedì e
il giovedì dalle 10.30 alle 20; martedì, mercoledì e venerdì dalle 10.30
alle 14.30. Al centralino rispondono medici, psicologi e
biostatistici.
Fare una segnalazione al numero verde 800.626.600 della Regione Lazio,
per la sicurezza/prevenzione nei luoghi di lavoro. Oppure rivolgersi alla ASL di competenza
territoriale.
brano della Sentenza della Corte
Costituzionale n. 399
dell' 11 dicembre 1996
pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 1996.
"È stato pure ripetutamente affermato che la tutela della
salute riguarda la generale e comune pretesa dell'individuo a condizioni
di vita, di ambiente e di lavoro che non pongano a rischio questo suo bene
essenziale. E tale tutela implica non solo situazioni attive di pretesa,
ma comprende – oltre che misure di prevenzione – anche il dovere di non
ledere né porre a rischio con il proprio comportamento la salute altrui.
Pertanto, ove si profili una incompatibilità tra il diritto alla tutela
della salute, costituzionalmente protetto, e i liberi comportamenti che
non hanno una diretta copertura costituzionale, deve ovviamente darsi
prevalenza al primo."
Articolo da
Repubblica/Salute
del 31 Gennaio 2002
Stanza chiusa? non basta il ricambio d'aria.
Studi
condotti in Italia da Invernizzi, Boffi e Mazza della Società Italiana di
Tabaccologia (www.tabaccologia.org), presso l’Istituto Tumori di Milano,
hanno dimostrato che fumare una sola sigaretta in un ambiente chiuso di 30
metri quadri (una stanza d’ufficio di media grandezza), può portare il
Pm10 a 4 5.000 microgrammi per metro cubo, per circa mezz’ora. Con un
ricambio d’aria efficace i valori misurati si mantengono superiori a 100
mcg/m3. In città con 40 mcg/m3 si sospende il traffico.
Intanto
l’Europa ha avviato il primo grande progetto di ricerca per misurare
l’esposizione a fumo passivo in alcune città europee. Si rileverà la
nicotina presente in ospedali, ristoranti, discoteche, scuole medie e
superiori, università, stazioni ferroviarie e aeroporti tramite un piccolo
campionatore passivo appositamente predisposto.
Esempio di lettera al locale
Gentile
signore/a,
chi Le scrive è uno dei suoi tanti clienti, che, qualche
sera fa, ha passato una serata nel Suo locale, che trovo molto carino ed
accogliente.
C'è comunque un appunto che vorrei farle: anche qui come
in tantissimi altri posti dopo circa un quarto d'ora l'aria diventa
irrespirabile a causa del continuo fumo di sigaretta di alcuni clienti,
questo comporta difficoltà a respirare ed a tenere gli occhi aperti, abiti
pelle e capelli maleodoranti (magari dopo essersi fatti una doccia ed
essersi cambiati), nonché una discreta frustrazione per non essersi goduti
completamente la serata, per non parlare poi dei danni alla salute.
Personalmente non trovo giusto che dobbiamo rimetterci sempre noi non
fumatori, paghiamo il conto come gli altri, non diamo fastidio, e trovo
che abbiamo il diritto a goderci una serata.
L'installazione di
condizionatori ed aspiratori non è servita assolutamente a nulla, o non
vengono messi in funzione, quindi l'unica soluzione sarebbe quella di
creare un'area apposita per i fumatori e di fare in modo che non
infastidiscano chi ha deciso di non fumare per tutelare la propria salute,
perché il suo locale non ne è attrezzato?
Per concludere sarebbe bello
se un giorno potessi venire, con i miei amici, nel suo locale e potermi
finalmente godere una serata senza stramaledire né gli altri clienti, né,
soprattutto, il gestore.
Distinti saluti
oppure in altra versione:
Gentile
signore/a,
chi le scrive è uno dei suoi tanti clienti, che, qualche
sera fa, ha passato una serata nel suo locale, che trovo molto carino ed
accogliente.
C'è comunque una cosa della quale mi vorrei lamentare:
anche qui come in tantissimi altri posti dopo circa un quarto d'ora l'aria
diventa irrespirabile a causa del fumo di sigaretta di alcuni clienti, che
comporta difficoltà a respirare ed a tenere gli occhi aperti: abiti e i
capelli diventano maleodoranti e si genera una discreta frustrazione per
non essersi goduti completamente la serata. Per non parlare poi dei danni
alla salute, riconosciuti ormai come gravi dalla scienza ufficiale e dalla
legge italiana.
Personalmente non trovo giusto che debba rimetterci
sempre chi non fuma: paghiamo il conto come gli altri, non diamo fastidio,
e trovo che abbiamo il diritto a non avere conseguenze negative per la
salute.
Per concludere sarebbe bello se un giorno potessi venire,
con i miei amici,
nel suo locale e potermi finalmente godere una
serata, perché stando così le cose, tenderemo invece a privilegiare locali
per le nostre serate che dimostrano maggiore rispetto per la salute dei
loro clienti.
PS: Nel
sito www.nonfumatori.it c'è un
elenco dei ristoranti liberi dal fumo, realizzato da AriaPulita
associazione non-fumatori, in cui si pubblicizzano gratuitamente i locali
che aderiscono all'iniziativa. Purtroppo il suo ristorante non può
approfittare di questa pubblicità gratuita, per ovvie ragioni. Mi faccia
sapere quando potrò segnalarlo all' associazione.
Firma.
data.
Esempio di lettera al
datore di lavoro
Egregio Sig. Direttore!
Con la presente, voglio
richiamare la sua attenzione su una situazione che occorre nei locali
dell'azienda.
I corridoi, i bagni e gli spazi pubblici, dove tutti
dovrebbero poter sentirsi comodi, sono degenerati in luoghi puzzolenti
dove si può resistere solo con un mascherino per non respirare quella
miscela di cento sostanze produttrici di cancro. Il fumo si diffonde poi
in tutte le stanze/reparti e viene respirato da tutti i lavoratori che,
ironicamente, per la maggior parte sono non-fumatori. Per chi è
particolarmente sensibile al fumo, questo significa dover lavorare con
permanente mal di testa, bruciore di gola, insonnia ed altri sintomi
sgradevoli che causano ovviamente una riduzione del rendimento lavorativo
e della motivazione.
Che ironia, dovere adattare il lavoro ai bisogni
dei fumatori, invece di adattare i fumatori ai bisogni del
lavoro!
Perché si permette che i divieti esistenti non vengano
presi sul serio?
Questo tacito permesso a ignorare alcuni regolamenti è
pericoloso, perché debilita il rispetto dei regolamenti in
generale.
Qualcuno potrebbe domandarsi: perché non mi si permette di
ascoltare la radio, o qualche altra cosa che nuoce alla produttività,
mentre a loro si permette di fumare?
Per non parlare del tempo
lavorativo "bruciato" dai fumatori nel loro rituale. Se ogni fumatore ha
bisogno di 5 minuti per fumare ogni sigaretta, faccia lei i suoi calcoli
moltiplicando questo tempo per il numero di fumatori, dopo per il numero
di pause al giorno, e finalmente per il numero di giorni lavorativi
annuali: i non fumatori non meriterebbero di avere alcuni giorni più di
ferie all' anno?
Invece, i fumatori sono premiati con pause per fumare,
e i non fumatori castigati con veleni indesiderati.
Vorrei pregarla
di trovare una soluzione strutturale a questo problema, e fare sistemare
una camera speciale per fumatori, provvista di un potente aspiratore
d'aria, chiusa ermeticamente e situata molto lontana dal mio reparto, per
dare ai fumatori una reale alternativa e non costringerli a fumare nei
corridoi, oppure, con soluzione meno costosa, mandarli a fare le loro
pause per fumare fuori dell'edificio.
La voglio pregare di
mantenersi coerente in questa rotta, che è sicuramente la più giusta e
democratica, fino a fare del fumo al chiuso un triste ricordo del XX
secolo.
Per conto mio, cercherò di ricambiarle questo favore
tramite un impegno
lavorativo ancora maggiore di quello che ho avuto
sempre.
Distinti Saluti
Esempio di lettera meno
forte al datore di lavoro
Oggetto: fumo passivo in azienda
Per conoscenza: Al
direttore del personale e al responsabile della 626
Spettabile direttore,
Le scrivo questa lettera per un
problema comune a tutte le nostre sedi.
Personalmente accuso molto
la nocività del fumo passivo che negli ambienti comuni sono costretta a
subire, anche se nella stanza a me assegnata, per un accordo conquistato
faticosamente con i colleghi, non si fuma.
Con una veloce stima si
direbbe che almeno il 60% per cento del personale non fuma, tuttavia si
vede costretto ad inalare fumo, specie negli ambienti comuni, con
ripercussioni sulla salute ormai note a tutti, non solo riguardo al
cancro, che può insorgere forse dopo lunghi periodi di tempo, ma anche
riguardo a disturbi immediati per l'apparato respiratorio e in generale
l'intossicazione dell'organismo.
Nella convinzione che questi
problemi non siano di rilevanza minore di quelli connessi alla attitudine
al fumo del rimanente 30% del personale, e che se interpellati, tutti gli
altri sarebbero ben felici di lavorare in un ambiente salubre, e anche con
riferimento al Decreto Legislativo 626 del 1994 e la sentenza 399 della
Corte Costituzionale, e non per ultimo, per la nostra produttività
lavorativa, che è direttamente collegata al benessere fisico durante lo
svolgimento delle attività, le chiedo di prendere qualche efficace
provvedimento, che tenga conto che il fumo, quale materia gassosa, si
diffonde facilmente da un ambiente all' altro, anche tramite il sistema di
ventilazione interno, e che il FUMO PASSIVO θ stato inserito nel 2002 dall' OMS
nell' elenco delle 88 sostanze sicuramente cancerogene per l'uomo, e quindi per il
DL.626 di cui sopra, deve essere eliminato completamente dall'ambinete di lavoro.
Distinti Saluti
Modulo del Ministero della Salute per segnalare chi ti
affumica; vai in basso, stampare ed inoltrare ai destinatari (volendo
anche ad AriaPulita) segnalazione.PDF (Formato PDF, 170 KB)
Associazione
Ambiente e Lavoro - la legge 626/94 difende anche dal fumo passivo
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