W Fabrizio Gatti !
e "L'Espresso" !
"Cicche
di sigaretta in corridoio a un passo dalla Terapia Intensiva Pediatrica"
Dopo l'inchiesta
di Gatti
su "L'Espresso" con affumicatori
tra personale sanitario
(!) addirittura vicino al Reparto di Terapia Intensiva Pediatrica
(!!!!), le
prove della necessità
anche di AP per "spostare" gli affumicatori
è RI-diventata pubblica. Clicca lì e poi su "Fumo
in reparto" (un sanitario che fuma in ospedale oltre alla multa deve
ricevere un bel calcio nel c***) Gatti scrive (e ha
filmato, cari altri giornalisti) di "sporcizia e sigarette ovunque.
... Cicche di sigaretta in corridoio a un passo dalla Terapia
Intensiva Pediatrica" dove i neonati prematuri (magari
perchè la mamma fumave) tentano di sopravvivere.
Ancora Gatti
scrive "Quaggiù in pediatria
una pausa sigaretta vale più di un bambino.
Bisogna camminare fino in fondo al reparto per trovarne la prova. Si
arriva davanti a una porta scorrevole con un citofono. Il cartello
'Terapia intensiva' rivela le sofferenze che il vetro smerigliato
nasconde. Si sente il pianto dei piccoli pazienti. A volte piangono
anche i genitori seduti su una panca di fronte. Ma il corridoio
prosegue. Nove passi. Soltanto nove passi dalla porta scorrevole. E si
finisce su un pavimento
di mozziconi, cicche lasciate a metà, filtri consumati fino
all'ultimo tiro di tabacco. Un corridoio è un
corridoio. Non ha sbocchi all'aperto. Non ha finestre. Il fumo ristagna. Volteggia. Si
affida alla corrente d'aria e lentamente torna indietro attirato dalla
temperatura più calda nel reparto. L'odore di nicotina lo
senti tra le stanze con i lettini a sbarre e i poster di
Topolino, Biancaneve e la Carica dei 101. Lo annusi all'ingresso della
grande camera sterile. Forse scivola fin là dentro ogni
volta che la porta scorrevole si apre. Fumare in
un ospedale con bimbi in pericolo di vita non solo è
vietato: è da criminali.
Ma in un mese, nessun trasgressore è mai stato rimproverato.
Il perché lo si scopre fermandosi qualche ora ad osservare.
Chi fuma sono quelli che dovrebbero far rispettare il divieto. Uomini o
donne con il camice bianco. Oppure personale sanitario con il completo
e la cuffia azzurri, o strumentisti con la mascherina e l'uniforme
verde delle sale operatorie. Sanno che non si può e non si
deve. Ma chissenefrega. Qualcuno l'ha dichiarato con un pennarello nero
sul muro bianco: 'Stiamo in pausa... e si fuma'. E ha pure aggiunto
quattro punti esclamativi. "
Sempre Gatti "E sul pavimento, in un angolo poco visibile, è rimasta una sventagliata di
mozziconi di sigaretta. Non è l'episodio di una volta. È così tutti i giorni.
Eppure, secondo banalissime ricerche nel Regno Unito, proprio la mancata pulizia
dei pavimenti e degli attrezzi per le pulizie è la concausa principale della
diffusione di infezioni ospedaliere" .
"Il pavimento è lurido. Mezz'ora dopo riaccompagnano il malato nel reparto di
Terapia intensiva. E due di loro si appartano per fumare una sigaretta.
Attenti ai divieti, non lo fanno in corridoio. Si nascondo in un locale
abbandonato trasformato in discarica abusiva, dietro un deposito di rifiuti
ospedalieri. La discarica è tra il laboratorio di Medicina iperbarica e il
'nuovo complesso operatorio della seconda clinica chirurgica', di fronte al
corridoio che dovrebbe rimanere sempre pulito perché porta all'ascensore della
rianimazione. Lì dentro ci sono scatoloni di rifiuti ospedalieri rotti,
macerie, rottami, immondizia che qualcuno avrebbe dovuto portare altrove. La
possibilità di incendio per le cicche di sigaretta è soltanto il più remoto dei
mali. Per entrare e uscire dal nascondiglio, i due strumentisti mettono
gli zoccoli da reparto dentro il liquido viscido che ricopre il pavimento e sta
macerando la pila di scatoloni gialli con la scritta 'Rifiuti sanitari
pericolosi a rischio infettivo'. Spenta la sigaretta, tornano in rianimazione
passando accanto ai bancali di legno abbandonati di fronte all'ascensore. E
all'ingresso del reparto asettico, non c'è nemmeno il tappeto di carta adesiva
per trattenere lo sporco più grossolano."
"Alle 17,49 del 21dicembre due infermiere fumano nella rampa di scale sotto
l'astanteria del Pronto soccorso. Tentiamo di far osservare il divieto in
ospedale, filmandole con la telecamera nascosta: "Non si potrebbe fumare qua
sotto". Loro rispondono candide: "Eh lo sappiamo, ma son le sei". E continuano
ad ammorbare l'aria fino all'ultimo millimetro di tabacco."
"Qualcuno finalmente ha scopato le decine di mozziconi fumati e gettati a
ridosso della terapia intensiva di Pediatria. Ma non li ha portati via: li ha
semplicemente spinti verso l'angolo del muro insieme con un pacchetto vuoto di
Marlboro, cartacce, polvere, un pezzo di legno."